L’istituto scolastico viene descritto da Ermoli Cartoceti come un discreto grattacielo, probailmente in confronto alle piccole case intorno. All’ingresso gli alunni trovavano la scritta “Si saluta romanamente” e la giornata cominciava con il braccio disteso, una preghiera e poi la lezione. La maestra Maria Antonietta Galfrè è stata insegnante per 46 anni e insignita della Medaglia d’oro al merito dal Presidente della Repubblica.

 Suo marito era un personaggio davvero particolare, Bruno Arceci: intelligente, calmo e davvero ingegnoso. Sono rimaste nella storia alcune sue invenzioni: un impianto idrico collegato ad un orinale sotto il letto  che gli permetteva di non uscire da sotto le coperte  durante le notti fredde; oppure gli occhiali verdi costruiti addosso ad un somarello affinche scambiasse il fieno per erba verde e non lo obbligasse  a portarlo al pascolo; o ancora le conigliere circolari per evitare di doverle pulire.

 Bruno d’Sorba abitava con la moglie sopra la scuola. Aveva una passione per le piante e a volte portava i bambini in giardino per parlar loro di alberi, di rondini e di somari, mostrare gli alveari che aveva costruito e distribuire miele, soprattutto a chi aveva  la tosse. Si occupava inoltre di accendere il fuoco nelle aule. Coltivava la passione per la musica e suonava nella banda. Dopo la scuola dava lezioni ai bambini che volevano imparare a suonare e che non avevano la possibilità di andare a Colbordolo. 

Anche la figlia di Maria Antonietta, Gabriella  Arceci Testasecca ha insegnato tempo dopo  nella stessa scuola fino al 1967. Nel libro Il tempo vola dedica diverse pagine a suo padre e a sua madre, da cui sono tratti i racconti fatti sopra. Ha fatto anche  la vigilatrice dei bambini nella colonia diurna della Pontificia assistenza a Pesaro, nel dopoguerra, nel ’47 ‘48. Davvero toccante il ricordo del costume di lana che doveva indossare  sotto il grembiule, anche per fare il bagno,   della amicizia con le altre vigilatrici, e del ciambellone mangiato per fame.

La scuola ha rappresentato una istituzione fondamentale per i ragazzi di Talacchio e le maestre sono state il pilastro della loro educazione ben al di là dei contenuti scolastici.